Occhi sul Golfo

La regione del Golfo Persico, da sempre una delle più calde al mondo, si sta mostrando sempre più dinamica. Tra Covid-19 e crisi economica, le sfide si moltiplicano.

di Lorenzo Rezzonico

Se a qualcuno venisse chiesto un parere sui paesi arabi del Golfo, sicuramente i concetti che emergerebbero sarebbero di facile previsione: petrolio, guerra, sceicchi, islamismo quasi sempre radicale, ed altri luoghi comuni (non più di tanto, effettivamente). È arrivato il momento di aggiornare le coordinate. Giovedì 13 agosto sarà ricordato dai posteri come data storica che sarà introdotta nei manuali scolastici: per la prima volta, una monarchia araba del Golfo avrebbe riconosciuto Israele. Mossa epocale, soprattutto se si considera che il ruolo di apripista spettò agli Emirati Arabi Uniti, un tempo il più fiero nemico dello stato ebraico insieme all’Arabia Saudita. Risultato ottenuto grazie alla regia dell’uscente (?) amministrazione Trump, con Jared Kushner in prima linea insieme a Mohamed bin Zayed (MbZ), game changer mediorientale insieme al suo omonimo saudita Mohamed bin Salman (MbS). Seguirono Bahrein (Accordi di Abramo) e Sudan. Sicuramente, questi accordi non fanno altro che ratificare ufficialmente rapporti che esistevano e si rafforzavano da tempo; ma la geopolitica è fatta anche di cerimonie, e soprattutto di passaggi formali capaci di colpire i cuori e le menti dei popoli interessati, segnando la storia del mondo

È notizia, invece, di pochi giorni fa, la decisione di alcune petromonarchie di alleggerire alcune norme derivanti da un’interpretazione letterale e rigida della dottrina islamica, principale motivo di distacco e disillusione rispetto al mondo cosiddetto “occidentale”. L’Arabia Saudita ha deciso di modificare il sistema su cui si basano i contratti di lavoro degli stranieri nel paese, detto “kafala”: un insieme di regole che, molto semplicemente, legavano in maniera indissolubile il lavoratore straniero e le sue scelte professionali alla totale discrezione del datore di lavoro; per esempio, da adesso alcuni impiegati stranieri potranno cambiare settore o azienda e lasciare il paese senza il permesso del proprio datore di lavoro. Stessa svolta annunciata dal Qatar ad agosto. Il governo emiratino, d’altro canto, aveva tolto il divieto per le coppie non sposate di vivere insieme, rilassato i divieti sul possesso, consumo e vendita di sostanze alcoliche e, di rilevanza assoluta in un’epoca di infinite discussioni sul tema, reso illegali i cosiddetti “crimini di onore”, in base ai quali un parente maschio poteva evitare un processo per avere aggredito una donna che si era macchiata di azioni disonorevoli nei confronti della famiglia.

La posta in gioco è molto alta: innanzitutto, la zona sarà centro del pianeta nei prossimi anni: da ottobre 2021, Dubai ospiterà l’Expo, rinviato a causa della pandemia ed occasione imperdibile per offrirsi come vetrina al mondo. L’anno seguente, in Qatar si svolgerà la 22esima edizione dei mondiali di calcio, un’edizione atipica che si giocherà in inverno. Non ultimo il G20 che si sarebbe dovuto tenere a Riyadh ma che, per ovvi motivi, sarà svolto online. Impossibile non menzionare l’impatto della pandemia su tutti questi avvenimenti: già da tempo i paesi del Golfo, infatti, si stanno grandemente sforzando di ammodernare la propria immagine agli occhi del mondo e limitare la loro dipendenza dal petrolio, in un tentativo di cambiare il paradigma economico ed entrare in maggiore sintonia con quella parte di mondo che sembra così lontana ma che in realtà è guidata dal maggiore protettore di questi regimi, gli Stati Uniti. Il Covid-19 agisce ed agirà, chiaramente, da moltiplicatore di velocità del processo, nel tentativo di rendere il sistema più accogliente ed attirare investimenti che mettano una pezza alla crisi del prezzo del petrolio mondiale. Con un’ultima postilla: rimanere in sintonia col Numero Uno per demolire definitivamente il mostro sciita di Teheran.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: