Il pagellone, i nostri voti alla classe politica italiana

Il 2020 è ormai alle spalle ed è arrivato il momento di valutare i politici italiani. Nello Speciale 2020 Pasquale Zaccaro ha scritto le sue pagelle dell’anno appena concluso per 8 personaggi politici e 4 ministri della Repubblica. Voce, però, da sempre ha una vocazione al pluralismo ideologico ed è composta da tante “anime” differenti. Di seguito, quindi, sono pubblicate anche le pagelle di Simone Gioia, Iacopo Fiorinelli, Fabio Altieri, Luca Saibene e Lorenzo Rezzonico.

Pagelle di Simone Gioia

Giuseppe Conte 6: L’uomo copertina del nostro Paese è senz’altro lui: si mostra capace nella prima fase (assumendo un comportamento rassicurante nei confronti del Paese), timoroso nella seconda e appannato nella terza. Prova a fare sintesi con tutti su tutto, ma spesso la situazione gli sfugge di mano. Resta tutt’ora l’uomo più apprezzato dagli italiani, ma il consenso è volubile, e il suo futuro incerto. Gestore.

Luigi Di Maio 6: Dopo le dimissioni da capo politico del Movimento si smarca intelligentemente dalla rissa sulla leadership grillina, concentrandosi esclusivamente sul proprio ministero. Si dimostra anche abile tessitore nelle relazioni con i colleghi di governo. Gattopardo.

Roberto Speranza 5: Si ritrova a gestire la casella più importante del governo per caso: dimostra serietà nella prima fase, svolgendo il ruolo di mediatore tra la scienza e la politica (soprattutto con i governatori regionali). Ma la confusione sulla fase due è troppa, e la responsabilità del caos è anche la sua. Rimandato.

Roberto Gualtieri 5: La sua nomina è sotto i riflettori di tutti sin da subito, dato il suo background politico europeo. Ci si aspetta tanto da lui, ma incide poco. Si ritaglia una posizione di collaboratore (braccio destro del Premier Conte) più che di ministro autorevole. Delusione.

Lucia Azzolina 4: È clamoroso come la sua posizione sulla scuola passi sempre in secondo piano, non riuscendo mai ad imporsi all’interno dell’esecutivo. Le sue lacune sulla gestione dell’istruzione restano gravi, e la sua poltrona potrebbe presto saltare. Inadeguata.

Paola De Micheli 3: È senz’alcun dubbio la peggior espressione del governo giallorosa, in un ministero chiave come quello dei Trasporti. Inciampa clamorosamente sulla questione dei Benetton e non propone mai nulla di efficace e di efficiente. Il suo futuro appare segnato. Da rimuovere.

Matteo Salvini 4,5: Rimane saldamente il leader dell’opposizione, anche a fronte di una perdita consistente di consenso a discapito di Giorgia Meloni. Ma gli scivoloni durante la pandemia sono clamorosi, e lo iscrivono d’ufficio sul registro degli irresponsabili politici mondiali del 2020. Inqualificabile.

Nicola Zingaretti 5: È la vera delusione del centrosinistra per molti, non di certo la mia. Raggiunge buoni risultati alle regionali, ma non riesce mai ad incidere politicamente. Non esiste una linea Zingaretti all’interno del Partito Democratico. E l’apprezzamento del suo elettorato, forse, proviene proprio da questo. Non commette danni perché non fa. C’è, ma è come se non esistesse. E alle prossime elezioni potrebbe pagare dazio. Inesistente.

Giorgia Meloni 6,5: Commette gli stessi errori del collega Salvini sulla comunicazione pandemica, ma ha evidenti meriti politici: cresce vistosamente nei sondaggi italiani e diviene la prima Presidente donna italiana di un partito europeo (ECR), candidandosi a guidare i conservatori europei e non solo. Brillante.

Silvio Berlusconi 6: Sarà l’età, sarà la saggezza, ma sin da subito il Cavaliere assume un atteggiamento responsabile nei confronti del Paese e della pandemia, e si stacca dal resto della coalizione sulla comunicazione da adottare. Ma la proposta politica di Forza Italia resta ridondante, e il suo partito è ormai ridotto ad un lumicino. Responsabile.

Carlo Calenda 6,5: Si pone sempre in maniera seria sui temi e le sfide del Paese. Ad ogni critica propone un’alternativa. Offre il suo ausilio al governo, ma non viene mai ascoltato. Con il suo partito Azione stenta a decollare, ma si gioca il tutto per tutto, candidandosi a sindaco di Roma alle prossime amministrative. È la sua grande sfida per consacrarsi leader vero agli occhi della popolazione italiana, ma potrebbe essere anche la sua trappola. Coerente e coraggioso.

Matteo Renzi 4: Nonostante il suo peso all’interno della maggioranza, continua ad attuare una linea politica da Presidente del Consiglio. Ma si dimentica (o finge di non ricordare) che non è più lui il leader del governo. Non riesce ad incidere come vorrebbe in termini di consenso, e la  crisi di governo (che c’è ma non c’è) resta un rebus. Non chiude al rimpastone, ma punta al colpo grosso: far fuori Conte. Inguaribile narciso.

Matteo Renzi, leader di Italia Viva

Pagelle di Iacopo Fiorinelli

Giuseppe Conte 6: Il protagonista assoluto del 2020. Accentra su di sé tutte le attenzioni: strategia vincente nella prima parte dell’anno, meno nella seconda. Egocentrico.

Luigi Di Maio 6: La comunicazione aggressiva del Conte I è solo un ricordo. Non male per uno che fino a poco tempo fa accusava gli attuali alleati di Governo di togliere i bambini alle famiglie con l’elettroshock. Camaleontico.

Roberto Speranza 5: Si trova a dover gestire una sfida più grossa di lui. A quasi un anno dall’inizio della pandemia sono troppe le cose che ancora non funzionano. Sterile.

Roberto Gualtieri 5: Dati i suoi eccellenti trascorsi in Europa le aspettative erano molte alte, ma, seppur estremamente preparato, dimostra di non avere una spiccata capacità manageriale. Delusione.

Lucia Azzolina 4: La situazione della scuola in Italia rispetto agli altri grandi Paesi europei è imbarazzante. Riesce nell’impresa di far rimpiangere i suoi predecessori. Bocciata.

Paola De Micheli 4: Si fa notare solamente tramite dichiarazioni insensate, quasi ridicole. Il suo impatto sul Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è nullo. Evanescente.

Matteo Salvini 4: Non si è mai ripreso dai mojito del Papeete. Durante la pandemia dà il peggio di sé passando dal fronte rigorista ai selfie nelle piazze gremite. Nel frattempo soffre l’ascesa di Giorgia Meloni e cala nei sondaggi. Stordito.

Nicola Zingaretti 6: È consapevole che i suoi elettori lo voterebbero in qualsiasi caso perché “se no vincono i fascisti”. Decide, allora, di non fare assolutamente niente. Opossum.

Giorgia Meloni 7: Riesce a vomitare teorie complottistiche persino in piena pandemia, ma i sondaggi le sorridono. È la prima donna italiana ad essere eletta Presidente di un partito europeo (l’ECR). In ascesa.

Silvio Berlusconi 6.5: Tutti erano già pronti a celebrare il suo “funerale politico”, eppure il Cavaliere ha trovato ancora una volta il modo per tornare alla ribalta. Assume il ruolo di guida di un centrodestra responsabile. Immortale.

Carlo Calenda 7: È l’unico che fa opposizione in modo serio. Ogni critica è sempre accompagnata da una proposta con obiettivi, indicatori, target e copertura finanziaria. Deve migliorare ancora moltissimo nella comunicazione. Coerente.

Matteo Renzi 4: Da un anno e mezzo finge di essere all’opposizione nei giorni pari e minaccia di far cadere il Governo nei giorni dispari. Le sue capacità non si discutono, ma del coraggio che ha mostrato nei 1000 giorni a Palazzo Chigi non resta più nulla. Vive di ricordi, ma non ha futuro.

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Matteo Salvini, Segretario Nazionale della Lega e leader del centrodestra

Pagelle di Fabio Alteri

Giuseppe Conte 6: Fa il suo dovere nel momento più drammatico della Repubblica, commette errori e fa scelte coraggiose. Tiepido.

Luigi di Maio 5: Il Ministro degli Esteri è la nostra immagine nel mondo. Qualche successo, ma diamo un taglio agli affari con l’Egitto. Impreparato.

Roberto Speranza 5: Essere il Ministro della Salute durante una pandemia è tragico. Non insistere sul rafforzamento del SSN usufruendo anche del MES è comico. Debole.

Roberto Gualtieri 6: La persona giusta, al posto giusto, nel momento più sbagliato della storia della Repubblica. Occasione persa.

Lucia Azzolina 4: Nel periodo estivo la priorità avrebbe dovuto essere quella di organizzare l’apertura delle scuole. Sempre meglio del Ministro per l’Università però dopotutto. (D)istruzione.

Paola de Micheli  4: Cosa è stato fatto per migliorare i trasporti tra prima e seconda ondata? Il voto viene da sé, vedi Azzolina. Assente.

Matteo Salvini 5: Iniziato male e finito peggio. Confusionario e senza alcuna apparente strategia all’orizzonte per arrivare a Palazzo Chigi. Caotico.

Nicola Zingaretti 5: Se dopo le elezioni del 2018 la priorità era la sopravvivenza, dopo due anni ci si dovrebbe aspettare una forte ascesa per recuperare sul centrodestra. Silenzioso.

Giorgia Meloni  6,5: Nella lenta e continua discesa della Lega a guadagnarci è FdI. Cresce nei sondaggi e prende la guida dei Conservatori Europei. Leader.

Silvio Berlusconi 7: Quando pensi che Forza Italia sia finita ecco che ritorna sulla scena il Cavaliere. Collante responsabile di un centrodestra sempre più estremo. Redivivo.

Carlo Calenda 7: Fondare un nuovo partito e gettarsi a capofitto nel pantano della nostra Capitale per le elezioni del 2021 è una scelta coraggiosa, un all-in alle prime mani. Competente.

Matteo Renzi 5: Puoi essere bravo, competente e sempre ago della bilancia, ma se non riesci a “ripulirti” dall’immagine di arroganza costruita dal referendum del 2016 rischi di scomparire. C.I.A.O.

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Silvio Berlusconi, Presidente e leader di Forza Italia

Pagelle di Luca Saibene

Giuseppe Conte 6: Si è ritrovato in una situazione inimmaginabile per chiunque: gestisce bene e da protagonista indiscusso la prima fase, mentre inizia poi una lenta discesa, fino ad arrivare alle attuali voci di crisi. Avrebbe sicuramente dovuto fare maggiori sforzi per avere un dialogo con l’opposizione e soprattutto con le Regioni.

Luigi Di Maio 6: Si dedica – quasi – esclusivamente a fare il Ministro e non lo fa molto bene. Si riprende il partito, vince la personale battaglia sul referendum e nelle ultime settimane ottiene anche qualche successo da Ministro.

Roberto Speranza 5: Situazione difficile per lui, la pandemia fa trapelare la pessima situazione del SSN e lui preferisce mantenere una linea rigida per limitare i danni da un punto di vista sanitario, a discapito dell’economia del Paese.

Roberto Gualtieri 5.5: I lockdown e le chiusure hanno fortissime ripercussioni sull’economia e i ristori previsti per coloro che rischiano il fallimento non sono abbastanza. Nonostante non sia lui l’unico responsabile, avrebbe sicuramente potuto e dovuto fare di più.

Lucia Azzolina 4: Prova a gestire l’emergenza con idee pessime, tra cui i famosissimi banchi a rotelle. Vuole tenere le scuole aperte ma nega un saluto di fine anno non riaprendo a maggio. Inadeguata per il ruolo assegnatole.

Paola De Micheli 4.5: Già criticata per il caso Alitalia. La pandemia fa emergere ancor di più le difficoltà del suo ministero. Gestisce in ritardo e male la questione trasporti con effetti anche sulla riapertura delle scuole.

Matteo Salvini 4.5: Sbaglia praticamente tutto. Perde consensi a favore di Giorgia Meloni e perde le amministrative in diverse regioni nonostante i buoni pronostici; al contrario non perde occasione per invocare le elezioni, insultare e strumentalizzare qualunque decisione del Governo.

Nicola Zingaretti 6: Il suo partito resiste bene alle amministrative. Interviene spesso per richiedere a tutte le forze politiche di maggioranza di mantenere l’unità d’intenti nell’azione di Governo. Garante della stabilità ma sempre sulla difensiva, prende poche iniziative politiche.

Giorgia Meloni 7: Vince le amministrative nelle Marche, quasi ovunque ottiene buoni risultati e Fratelli d’Italia cresce molto nei sondaggi. Non si limita a criticare il Governo ma propone anche soluzioni pratiche, facendo vedere di saper fare politica.

Silvio Berlusconi 6.5: Compare poco ma nei momenti decisivi c’è sempre. Esprime le proprie opinioni senza insultare o strumentalizzare la pandemia. È disponibile a discutere e dare una mano al Governo, ma allo stesso tempo garantisce la stabilità del centrodestra.

Carlo Calenda 6: Lancia il nuovo partito “Azione” con buone proposte e attaccando spesso il suo ex partito. Si candida a sindaco di Roma per dare un segnale forte e cercare di ottenere una carica importante per dare maggiore visibilità al proprio partito.

Matteo Renzi 6: Nonostante il suo partito abbia meno del 5% continua ad essere decisivo per l’Esecutivo, e fa di tutto per farlo vedere. È alla continua ricerca di potere e trasmette poco senso di responsabilità. Nonostante questo, non sminuisce mai l’emergenza sanitaria e solleva problemi effettivi di questo Governo, ottenendo anche buoni risultati.

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Giuseppe Conte, attuale Presidente del Consiglio della maggioranza giallorosa

Pagelle di Lorenzo Rezzonico

Giuseppe Conte 6: Un anno senza precedenti, in cui tutti i cittadini si sono ritrovati davanti a situazione impensabili. Compreso l’esecutivo. Il premier ha preso le decisioni che tutti avrebbero preso, tuttavia troppe volte le delibere sono state incerte e soprattutto esagerato l’impiego di DPCM. Ed il governo scricchiola.

Luigi Di Maio 4: Si fa fatica ad accettare di vedere la poltrona di Ministro degli Esteri occupata dall’ex capo politico dei 5 Stelle. Imbarazzante la gestione dei casi Silvia Aisha Romano e dei pescatori di Mazara del Vallo. Si va avanti a colpi di slogan privi di ogni logica, se non quella di stare attaccati alle poltrone. Incompetente.

Roberto Speranza 5: Vale lo stesso del suo superiore.  In questi mesi il Ministro della Salute è diventato uno degli uomini più potenti d’Italia, ma spesso questo si è declinato in contrasti e dichiarazioni spesso contraddette dai fatti. Con la pesantissima aggravante della vicenda relativa ad un piano pandemico nazionale vecchio di 15 anni. Rimandato.

Roberto Gualtieri 6: I margini di manovra sono pressoché inesistenti. In uno dei Paesi più indebitati al mondo, si è trovato a dover elargire sussidi ed aiuti come mai prima. Però ora è arrivato il momento, con Next Generation EU, di superare la logica del puro statalismo. Sufficiente.

Lucia Azzolina 4: L’istruzione è la base di qualsiasi società. Tutto passa da lì, e tutti gli ambiti decisionali dovrebbero, in qualche maniera, essere subordinati gerarchicamente alla scuola. Nulla di tutto questo si è visto da febbraio in avanti (in realtà da tempo immemore, in questo Paese), lasciando spazio a proposte improbabili e rientri a scuola rinviati poche ore prima. Non ci siamo.

Paola De Micheli 5.5: Una delle ministre meno in vista durante l’emergenza, tuttavia il suo ruolo è fondamentale per rimodulare la logistica ed i trasporti in tempo di pandemia, soprattutto guardando all’apertura delle scuole. Ma troppo poco decisa nel mantenere una posizione. Inconcludente.

Matteo Salvini 6: L’aiuto suo e del suo partito durante questa emergenza è stato nullo. L’obiettivo primo resta sempre e solo quello di guadagnare Palazzo Chigi. Di proposte concrete neanche l’ombra. Col teatrino sul MES come ciliegina. Ma non bisogna dimenticare che resta il capo del partito che ha saldamente più consenso nel nostro paese. In qualche modo, si va avanti.

Nicola Zingaretti 6+: Probabilmente il leader giusto per un PD in versione “bradipo”. Dichiarazioni sempre da politico consumato, capo di un partito di burocrati che, ad oggi, rappresenta ancora la sinistra italiana. Tuttavia, mostra anche della volontà per il cambiamento. Come tanti prima di lui. Staremo a vedere.

Giorgia Meloni 7.5: Il suo partito sta crescendo a vista d’occhio. La sua decisione e coerenza, che si sia d’accordo o meno con lei, sono le doti che più incidono nei giudizi dei cittadini sul suo operato. Tuttavia, potrebbe arrivare il momento in cui si dovrà affrancare dall’ombra del leader del Carroccio. E lì sarà il momento della verità.

Silvio Berlusconi 5: Vive di rendita. Forza Italia sta ormai scomparendo, e si barcamena tra il tentare di mostrarsi come l’ultimo baluardo di una destra tradizionale, e l’essere parte di una coalizione di partiti populisti, la nuova destra contemporanea. L’unica copertura mediatica proviene dalle reti di sua proprietà. Anziano.

Carlo Calenda 6: Il progetto di Azione è interessante, ma per ora stenta a decollare. Le idee e l’entusiasmo ci sono, ma rimane l’immagine di un partito troppo personalistico ed inserito in una fetta politica per ora non così affollata di elettori. Con gli occhi su Roma. Curioso.

Matteo Renzi 6.5: Un giudizio sulla sua abilità di politica, sulla “dote” di non avere pelo sullo stomaco. Perché per il resto, tra proposte inesistenti e polemiche inventate, l’ex premier si dimostra privo di idee, guidato unicamente da protagonismo e voglia di essere sempre al centro. Tuttavia, è ago della bilancia di questo esecutivo, molto astutamente. Però, un consiglio: dovrebbe concentrarsi più sulle politiche che sulle mosse da giocatore di poker: ad oggi, Italia Viva lotterebbe per raggiungere la soglia di sbarramento. Attenzione.

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Giorgia Meloni, fondatore e leader di Fratelli d’Italia. Dal 29 settembre 2020 è Presidente del gruppo parlamentare europeo dei Conservatori e dei Riformisti (ECR)

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