Speciale Euro 2020 – Italia-Austria: Chiesa e Pessina mandano in paradiso gli Azzurri, l’Italia è tra le migliori otto d’Europa

di Simone Gioia, Pasquale Zaccaro e Iacopo Fiorinelli

Centoventi minuti infiniti, di una partita infinita, durata quattro tempi e almeno un paio di vite. L’Italia, sulle ali dell’entusiasmo, credeva (forse) di superare la pratica Austria nei 90′. E invece è stata più dura del previsto, e solo un super gesto tecnico di Federico Chiesa ad inizio primo tempo supplementare ha sbloccato la partita. È senz’altro l’Europeo delle sorprese, e Pessina ne è la prova vivente: da non convocato a capocannoniere della squadra (con due gol, come Ciro Immobile e Manuel Locatelli). Anche oggi decisivo, con un gol che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a oltre cinquanta milioni di tifosi Azzurri. Si pensava che fosse finita davvero dopo il gol dell’atalantino, ma l’Austria ha dimostrato di avere davvero sette vite, e nel secondo tempo supplementare è rientrata sorprendentemente in partita, lottando fino all’ultimo minuto. Ma a gioire, al fischio finale, è l’Italia: la squadra di Mancini è tra le migliori otto d’Europa, gli Azzurri sono ai Quarti di Finale. E ora sotto a chi tocca: Lukaku o Ronaldo?

Austria osso duro. I primissimi minuti degli Azzurri non sembrano promettere bene, a causa della fortissima pressione dell’Austria, che sin da subito mostra un atteggiamento sorprendentemente “coraggioso”. Superata la fase iniziale però, l’Italia del Mancio viene fuori, mettendo in campo le sue solite caratteristiche: scambi ravvicinati, freccia Spinazzola a sinistra e tante verticalizzazioni per Ciro Immobile. Al 17′ la prima occasione del match è proprio per gli Azzurri: grandissima giocata di Spinazzola, che entra in area di rigore superando Lainer e scarica al limite dell’area, dove Barella arriva sparato in corsa e calcia a botta sicura, ma Bachmann è bravissimo e con il piede destro respinge, salvando i suoi. Sul capovolgimento di fronte si affacciano anche gli austriaci dalle nostre parti, rendendosi pericolosi con Marko Arnautovic (vecchia conoscenza del nostro campionato), ma la sua conclusione dalla distanza termina sopra e non di poco la traversa, creando preoccupazione zero per Gigio Donnarumma. I minuti passano, e l’Italia conquista sempre più campo, ma l’Austria è un osso duro, e lotta su ogni pallone, complicando e non poco, i piani degli Azzurri, che fanno fatica a sbloccare la partita. Al 32′ si accende dal nulla Ciro Immobile, con una conclusione dalla distanza pazzesca: il destro del bomber laziale si stampa sul palo però. È la migliore occasione da gol dell’intera prima frazione azzurra. Sul finir di tempo è ancora Spinazzola a rendersi protagonista, con una conclusione dal limite non fortissima, che impegna comunque l’estremo difensore avversario Bachmann, costretto a deviare in calcio d’angolo. Al 45′ spaccato il direttore di gara Taylor manda le squadre a riposo sul punteggio di 0-0, al termine di un primo tempo molto complicato per l’Italia.

Brivido Arnautovic. Gli Azzurri rientrano in campo con un atteggiamento eccessivamente nervoso, e al 50′ la colossale occasione da gol è per gli ospiti: sul fallo di Giovanni Di Lorenzo dal limite (con annessa ammonizione), Alaba s’incarica della punizione, ma il suo sinistro termina sopra la traversa. Sospiro di sollievo per l’Italia e per tutto il mondo azzurro. Undici minuti più tardi è ancora austriaca la migliore palla gol però: sul destro di Sabitzer dalla distanza, la deviazione di Bonucci in calcio d’angolo rischia di finire in rete. L’Italia è in bambola, e al 65′ su un posizionamento difensivo da rivedere, la sponda di Alaba per la zuccata di Arnautovic si trasforma in gol: nulla può Donnarumma sulla conclusione dell’attaccante austriaco. Taylor viene richiamato dal Var però, e dopo diversi minuti di check decide giustamente di annullare il gol all’Austria, per posizione irregolare proprio di Marko Arnautovic. Mancini capisce che è il momento di intervenire con forze fresche, e mette dentro il duo Locatelli-Pessina al posto di Verratti e Barella (molto nervoso oltre che ammonito). Al 74′ altro momento chiave della partita: calcio di punizione laterale per l’Austria, sponda di Hinteregger (forse con un braccio) per Lainer trattenuto da Pessina, ma interviene nuovamente il Var. Gli ospiti protestano perché vorrebbero calcio di rigore, ma Taylor alza il braccio fischiando fuorigioco: secondo sospiro di sollievo per gli Azzurri, che dopo il brivido di Arnautovic sono completamente usciti dalla gara. Nei minuti finali tocca a Chiesa e Belotti, la mossa della disperazione del Mancio, che vuole provare a vincerla a tutti i costi nei 90′. Nell’ultimo minuto di recupero l’ultima occasione della partita è per l’Italia: calcio di punizione laterale ma dal limite per Insigne, palla in mezzo che però non trova nessuna maglia azzurra. Sulla successiva rimessa laterale Arnautovic spazza lungo per evitare qualsiasi rischio, e Taylor manda le squadre ai tempi supplementari. Partita più dura del previsto per i ragazzi di Roberto Mancini, che sono costretti a fare i conti con gli straordinari.

E alla fine arriva Chiesa. L’Italia approccia decisamente bene il primo tempo supplementare, diversamente da come aveva fatto ad inizio secondo tempo. E al 5′ gli Azzurri la sbloccano: apertura di Spinazzola per Chiesa, che stoppa di testa, con il destro se la porta dentro l’area e di sinistro scarica un tiro all’angolino imprendibile per Bachmann, che vale il faticosissimo ma decisivo gol del vantaggio. Tutta la panchina italiana esplode di gioia, e Federico Chiesa viene sommerso dall’abbraccio di tutti i suoi compagni. Al 104′ uno straordinario Bachmann toglie la gioia del gol a Lorenzo Insigne, su una punizione pressoché perfetta. Passa solo un minuto e l’Italia trova anche il gol del 2-0: lancio di Spinazzola dalla metà campo per Insigne, l’ala sinistra del Napoli rientra e la mette in mezzo, dove un Acerbi in insolita posizione da attaccante boa si trasforma in assist man per Pessina, che di sinistro non sbaglia e manda l’Italia ai Quarti di Finale.

Sofferenza infinita. Gli austriaci provano il tutto per tutto, e ad inizio secondo tempo supplementare serve un super Donnarumma ad evitare il gol, sul sinistro potentissimo di Schaub. Al 110′ sui piedi di Sabitzer l’occasione dell’1-2, ma l’austriaco, tutto solo in area di rigore, spara alto. La squadra di Foda non molla di un centimetro però, e al 114′ rientra in partita, con il colpo di testa di Kalajdzic sul calcio d’angolo di Schaub. Nei minuti finali ogni secondo che passa è una sofferenza per l’Italia, ma al 120′ Taylor dice che non c’è più tempo, è finita: l’Italia è tra le migliori 8 d’Europa, e vola ai Quarti di Finale.

Simone Gioia

IL TABELLINO

ITALIA-AUSTRIA 2-1 (d.t.s)

MARCATORI: 95′ Chiesa (I), 105′ Pessina (I), 114′ Kalajdzic (A).

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi, Spinazzola; Barella (68′ Pessina), Jorginho, Verratti (68′ Locatelli); Berardi (84’ Chiesa), Immobile (84’ Belotti), Insigne (110′ Cristante). All. Roberto Mancini.

AUSTRIA (4-2-3-1): Bachmann; Lainer (115′ Trimmel), Dragovic, Hinteregger, Alaba; Schlager (106′ Gregoritsch), Grillitsch (106′ Schaub); Laimer (114′ Ilsanker), Sabitzer, Baumgartner (89’ Schopf); Arnautovic (97′ Kalajdzic). All. Franco Foda.

Arbitro: Anthony Taylor (ENG).

Ammoniti: Arnautovic, Hinteregger, Dragovic (A), Di Lorenzo, Barella (I).

LE PAGELLE

ITALIA

Donnarumma 6,5

Di Lorenzo 6,5

Bonucci 6

Acerbi 6

Spinazzola 8

Barella 5

68’ Pessina 7,5

Jorginho 7

Verratti 6

68’ Locatelli 6

Berardi 4,5

84’ Chiesa 8

Immobile 5                              

84′ Belotti 5

Insigne 5

110’ Cristante sv

All. Mancini 7,5

AUSTRIA

Bachmann 7

Lainer 6

115’ Trimmel sv

Dragovic 6,5

Hinteregger 5,5

Alaba 6

Schlager 5,5

106’ Gregoritsch 6

Grillitsch 6,5

106′ Schaub 6

Laimer 6,5

114’ Ilsanker sv

Sabitzer 7

Baumgartner 6,5

89’ Schopf 6

Arnautovic 7

97’ Kalajdzic 7

All. Foda 7

Pasquale Zaccaro

TOP E FLOP

TOP

Spinazzola 8: In avvio di gara è incontenibile sulla fascia sinistra. Serve subito un pallone invitante per i piedi di Barella. Con il passare dei minuti gli austriaci gli prendono le misure, ma nel finale di partita torna all’arrembaggio. Suo l’assist per Chiesa in occasione del primo gol e sua anche l’apertura da cui nasce il 2-0. Sempre più decisivo.

Pessina 7.5: Rischia moltissimo con un gomito largo su Lainer in area di rigore che avrebbe potuto costare caro agli Azzurri. Il suo ingresso in campo, però, garantisce all’Italia intensità e dinamismo. É bravissimo ad inserirsi con i tempi giusti e lo dimostra ancora una volta in occasione del gol del 2-0, lasciando partire un diagonale mancino sul quale Bachmann non può nulla.

Chiesa 8: Entra e spacca la partita. Il gol che sblocca il match ha un quoziente di difficoltà elevatissimo, ma lui lo fa sembrare un gioco da ragazzi. Quando parte in velocità dà sempre l’impressione di poter trovare la giocata decisiva. Come sia possibile fare a meno di lui per 83 minuti in una partita così fisica è, onestamente, un mistero.

Arnautovic 7: Tiene in apprensione Bonucci e Acerbi per tutta la partita. Molto bravo nelle giocate di sponda, permette all’Austria di uscire palla al piede da situazioni complicate. Segna un gol che avrebbe potuto spegnere i sogni degli Azzurri, ma fortunatamente il VAR rileva un offside millimetrico.

FLOP

Barella 5: Sfiora il gol nel primo tempo, ma la prestazione non è certo quella che ci si aspetterebbe da un giocatore del suo livello. Prende un’ammonizione per proteste che potrebbe pesare nel prosieguo del torneo. Nervoso e impreciso, giusto sostituirlo.

Berardi 4,5: Sbaglia una marea di stop, prende quasi sempre la decisione sbagliata negli ultimi 30 metri, si muove poco e male. Prestazione deludente per il fantasista del Sassuolo. La sensazione è che la poca abitudine a giocare a certi livelli e in certi palcoscenici si sia fatta sentire. Ai quarti servirà tutt’altra prestazione.

Insigne 5: Decisamente meno brillante rispetto alle partite del girone. Non riesce mai a saltare l’uomo nell’uno contro uno, sbaglia alcuni appoggi semplici per un giocatore della sua tecnica. Cresce nel finale di partita. Non a caso, l’azione del gol di Pessina nasce dai suoi piedi.

Iacopo Fiorinelli

LA FOTOGALLERY

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