Caos M5S, la mossa a sorpresa di Grillo per stemperare gli animi. Ma è solo una tregua apparente

Dopo giorni di alta tensione, la mossa del direttivo scelto dal fondatore per tentare la mediazione, ma il risvolto positivo resta comunque abbastanza complicato

di Simone Gioia

Dopo dei veri e propri giorni di fuoco in casa MoVimento 5 Stelle (forse i più difficili da quando sono in politica), divisi tra litigi pubblici e privati tra il fondatore Beppe Grillo e l’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (che solo qualche giorno fa sembrava il leader in pectore del Movimento, pronto a rivoluzione quel che fu il “Movimento del Vaffa” verso un “partito moderato”), arriva la tregua (almeno apparente): con un post a sorpresa di Grillo pubblicato due giorni fa sulla sua pagina Facebook, il garante dei 5 Stelle ha nominato un direttivo a sette teste (quasi tutti esponenti di peso), con il compito di attuare le “modifiche ritenute più opportune in linea con i principi e i valori” del Movimento 5 Stelle. Che tradotto vuol dire che il direttivo ha la disperata mission di trovare una mediazione per evitare, alla vigilia di appuntamenti elettorali importantissimi (a partire dalle amministrative), una scissione che sancirebbe la parola fine alla storia del Movimento.

Grillo-Conte, uno scontro inatteso

Era tutto pronto per la celebrazione del matrimonio tra Giuseppe Conte e il MoVimento 5 Stelle, con la benedizione di Beppe Grillo, ma poi qualcosa si è inceppato (lo statuto, nelle affermazioni pubbliche dei due, il vero nodo insuperabile) e tutto si è clamorosamente complicato: scambio di mail, conferenza stampa di Conte, replica di Grillo, controreplica di Conte, video di risposta di Grillo, ennesima risposta di Conte: scontro frontale a tutto campo tra i due. Lo strappo, almeno a livello umano, sembra impossibile da ricucire. Troppi gli attacchi di Beppe Grillo nei confronti di Conte, con un rapporto che sembra ai minimi storici, e difficilmente i due potrebbero andare avanti assieme. Ma come spesso la politica ci insegna: mai direi mai.

Cosa succede ora?

Conte ha indubbiamente provato, negli scorsi giorni, a giocarsi il tutto per tutto, facendo all in (per dirla usando un termine pokeristico), tentando di “cacciare” fuori dal Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, forte del sostegno di gran parte dei parlamentari (soprattutto senatori). Grillo, invece, un po’ a sorpresa, prendendo in contropiede tutti, ha prima sfidato parlamentari ed elettori a suon di video, partendo dal presupposto che non sia più Conte l’uomo giusto in grado di rilanciare il Movimento (e prima si era preso un abbaglio?) per poi, con la nomina del direttivo, fare retromarcia, accettando il tentativo di mediazione richiesto all’unanimità dalla base. Ora si aggrappa al buon esito del lavoro dei “suoi mediatori” (Di Maio e Fico su tutti), nella speranza di poter ricompattare quel che resta di un Movimento che si sfarina sempre di più ogni giorno che passa. Ma potrebbe essere una mossa del tutto di facciata per costringere Conte a non cercare più lo scontro, accollando all’ex Presidente del Consiglio tutto il peso della rottura.

Come ne esce Grillo?

Male, anzi direi malissimo. Al di là di come finirà la mediazione (si attende già nella giornata di domani un feedback), tutto l’universo 5 Stelle rimprovera a Grillo il suo ritorno sulla scena a gamba tesa, quando sembrava che stesse funzionando tutto così bene, con Conte apprezzato da almeno 2/3 dei dirigenti 5 Stelle e voluto quasi all’unanimità dagli elettori 5 Stelle, pronto a fare sintesi tra le mille anime diverse del mondo 5 Stelle. Ma questo bruttissimo incidente (imprevisto soprattutto) rischia non solo di buttare all’aria tutto il progetto Conte (forse siamo già ai titoli di coda) ma anche di minare la credibilità del comico genovese, che tanto si è speso dal 2007 ad oggi per il suo Movimento.

Come ne esce Conte?

Non è sicuramente felice di come si sia evoluta la vicenda, ma obiettivamente si fa fatica a credere che l’ex premier ne esca male: se resta nel Movimento, avrà l’investitura del leader, l’uomo che è stato capace di sfidare e “battere” Grillo dall’interno e democraticamente (ipotesi assai remota); se va male, e quindi le strade dovessero separarsi, Conte si giocherebbe la carta del Movimento tutto suo (non ama la definizione del partito personale, ma lo schema sarebbe quello), con un ulteriore elemento di rafforzamento della sua posizione oltre al forte consenso: la credibilità. Verrebbe visto come colui il quale non si è abbassato di fronte al padre padrone, ma anzi ha provato, fino all’ultimo istante, a ricucire uno strappo grande quanto una casa. Comunque, in tutte e due le opzioni, Conte ne uscirebbe vincitore (anche se la strada del partito personale è pericolosa e dispendiosa, e l’esperienza di Mario Monti ce lo ricorda).

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi, per capire il futuro del mondo 5 Stelle, di Beppe Grillo, e, soprattutto, dell’avvocato del popolo, ma Grillo, con un colpo di genio, è riuscito ancora una volta a sorprendere tutti: ora la patata bollente è tornata in un campo quantomeno considerato neutrale dalle parti: riusciranno i sette saggi a ricucire lo strappo? Chi vivrà vedrà cantava Jimmy Fontana. E a noi, quindi, non resta che attendere.

Pubblicato da Simone Gioia

Simone Gioia

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