Speciale Euro 2020 – Italia-Spagna: i rigori nel destino degli Azzurri, nove anni dopo siamo di nuovo in Finale

di Simone Gioia, Iacopo Fiorinelli e Pasquale Zaccaro

Non lo avrebbe detto nessuno. Non ci avrebbe scommesso nessuno (anzi, forse uno sì: Roberto Mancini), ma l’Italia è in finale, nove anni dopo l’ultima volta (il famoso 4-0 spagnolo). E proprio contro la Spagna, grazie ai nostri due talenti più forti a livello internazionale: Federico Chiesa e Gigio Donnarumma. Il primo, ormai lanciatissimo verso palcoscenici europei di altissimo livello, vero trascinatore degli Azzurri in questo Europeo; il secondo, con la sua personalità e la sua forza tra i pali ci sta facendo sognare di partita in partita, con i suoi interventi sempre decisivi. E poi, tra i due, spunta Jorginho (la bussola della nostra Italia), che non a caso proprio quest’anno ha vinto una Champions League da assoluto protagonista con il Chelsea e ora spera in un storico double.

L’Italia vista ieri contro la Spagna è stata la meno bella, la meno efficace e a tratti anche la meno concreta dell’intero torneo, ma non per demeriti nostri. Luis Enrique ha preparato alla grande la partita, costringendo gli Azzurri a fare una partita a cui non erano abituati (almeno gli Azzurri di Mancini): niente possesso palla e linea difensiva bassa per parecchi minuti (esattamente l’opposto di quello che il Mancio ha messo in campo da tre anni a questa parte). Al gol di Chiesa ci eravamo illusi un po’ tutti che fosse finita (io il primo ma non solo, anche il Mancio a fine partita lo ha ammesso), ma poi Morata ci ha gelati, spezzando per un attimo il sogno finale. I tempi supplementari sono stati una sofferenza inaudita, ma poi sono arrivati i calci di rigore, che storicamente ci hanno regalato dispiaceri (Usa 94′) ma anche grandi gioie (Berlino 2006). E bisogna soltanto inchinarsi davanti alla freddezza e la personalità di Jorginho, che con il suo rigore trasformato ha mandato in delirio 60 milioni di italiani, pronti a sognare in grande domenica prossima a Wembley. Come ha dichiarato Leonardo Bonucci nel post partita “Manca un cm”. Ecco, quel centimetro che tanto basta per separare le gioie dal dolore, le sconfitte dalle vittorie. Ma ora non importa, domenica a Wembley ci andiamo noi. E questo conta più di ogni altra cosa. Grazie ragazzi per quello che ci state facendo vivere, non svegliateci da questo sogno Azzurro chiamato Italia!

Simone Gioia

LE PAGELLE

ITALIA

Donnarumma 7.5

Di Lorenzo 7.5

Bonucci 6.5

Chiellini 6

Emerson Palmieri 6.5

74’ Toloi 5.5

Barella 5.5

85’ Locatelli 5.5

Jorginho 7

Verratti 5.5

74’ Pessina 5.5

Chiesa 8

107’ Bernardeschi 6

Immobile 5.5

62’ Berardi 6.5

Insigne 5.5

85’ Belotti 6.5

All. Mancini 6

SPAGNA

Simon 6

Azpilicueta 6.5

85’ Llorente 6

Garcìa 7

109’ P. Torres 6

Laporte 7

Alba 6.5

Koke 7

70’ Rodri 6.5

Busquets 7

105’ Alcantara 6

Pedri 7.5

Oyarzabal 5.5

70’ Moreno 6

F. Torres 6.5

62’ Morata 7

Olmo 8

All. Enrique 7

Iacopo Fiorinelli

TOP E FLOP

TOP

Donnarumma

L’area di rigore è sua, letteralmente. Sicuro e determinante sulle uscite e sugli interventi tra i pali. Sembra davvero maturo. Incolpevole sull’imbucata che ci costa l’1 a 1, ci manda in finale neutralizzando Morata, dagli 11 metri. Gigantesco.

Chiesa

Continua ad essere il nostro punto di forza. Il giocatore top della selezione di Roberto Mancini. La chiave di volta per risolvere i match degli azzurri. Estro, grinta, talento, forza. Forse meglio di papà Enrico. Esplosivo.

Pedri

Centrocampista di qualità, erede degno dei mostri sacri che lo hanno preceduto e che hanno fatto la storia recente delle Furie Rosse. Giovane ma con personalità da veterano. Predestinato.

 Dani Olmo

Lo trovi ovunque, sul rettangolo verde. Fa letteralmente impazzire la nostra difesa. È un’ossessione, quando la Spagna attacca. Anche assist man sul goal di Morata. Sporca la serata con il rigore tirato in curva. Valore aggiunto.

FLOP

Barella

Contro una Spagna che tiene il pallino del gioco in mano per tutto il match, manca l’apporto del miglior centrocampo azzurro. Il funambolo sardo perde tanti palloni e non incide come sa. Sottotono.

Verratti

Anche lui, come Barella, soffre il dominio iberico. Non riesce ad essere regista. Gira a vuoto. Smarrito.

Unai Simon

Fa il suo sulle poche occasioni avute dagli azzurri. Quando prova ad uscire dai pali, però, è da brivido. Pericolo.

Pasquale Zaccaro

LA FOTOGALLERY

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