Speciale Euro 2020 – Italia campione d’Europa: il pagellone degli Azzurri

di Iacopo Fiorinelli

Da Donnarumma a Chiellini, da Spinazzola a Chiesa, da Bonucci a Jorginho. Senza dimenticare ovviamente il condottiero di questo gruppo meraviglioso: Roberto Mancini. Diamo i voti alla Nazionale che ha riportato l’Italia sul tetto d’Europa, 53 anni dopo l’ultima volta.

PORTIERI

Gigio Donnarumma neutralizza il rigore di Morata in semifinale contro la Spagna

Donnarumma 10: Gioca un Europeo da fenomeno assoluto, viene eletto MVP del torneo e raggiunge la consacrazione anche a livello internazionale. La parata su De Bruyne nei quarti di finale contro il Belgio è la cartolina del suo Europeo, ma sono le parate ai rigori contro Spagna ed Inghilterra a consegnarlo per sempre alla storia del calcio. É già uno dei più forti, se non il più forte di tutti, nel suo ruolo. A 22 anni.

Sirigu 7: Alle volte per essere decisivi non è necessario mettersi in mostra in campo. Veste i panni di motivatore e uomo spogliatoio. É una figura riconosciuta da tutto il gruppo e il suo contributo è stato sottolineato da tutti i compagni di squadra. Gioca solo qualche minuto contro il Galles, quanto basta per iscrivere il suo nome nei tabellini di questa fantastica impresa azzurra.

Meret s.v.: Convince Mancini nel raduno pre-Europeo, vince il ballottaggio con Cragno e si conquista un posto per la spedizione degli Azzurri. Nonostante una stagione non brillantissima con il Napoli, arricchisce il suo palmarès con un Europeo. Mica male.

DIFENSORI

Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci alzano la coppa sotto il cielo di Wembey

Acerbi 7.5: Veste i panni di vice-Chiellini e quando viene chiamato in causa risponde presente. La sua prestazione contro l’Austria, forse la più ostica di tutto l’Europeo, è stata ottima. Impreziosisce il suo torneo con l’assist a Pessina per il gol del raddoppio contro gli austriaci. Riserva di lusso.

Bastoni 7: Titolare nella gara conclusiva della fase a gironi contro il Galles in quelli che sono stati i suoi unici 90 minuti disputati nella competizione, ha giocato un’ottima partita, mostrando di avere classe e personalità. Questo Europeo lo aiuterà nel suo percorso di crescita. É il futuro pilastro della difesa della Nazionale.

Bonucci 9.5: Gioca un Europeo da autentico leader. In coppia con Chiellini forma una difesa che sfiora la perfezione. Ci trascina nel momento più difficile, com’era già accaduto contro la Germania ad Euro2016. Scrive una pagina di storia del calcio con il suo gol in finale e i due rigori messi a segno contro Spagna e Inghilterra. Parafrasando la sua esultanza, chi lo critica dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare.

Chiellini 9.5: Semplicemente monumentale. Ci fa prendere un brutto spavento quando esce per infortunio contro la Svizzera, ma quando il gioco si fa duro il capitano torna al centro della difesa e diventa un muro insuperabile. Neutralizza due campioni come Lukaku e Kane come se fosse un gioco da ragazzi. Entra di diritto nell’olimpo dei più grandi difensori della storia del calcio italiano.

Di Lorenzo 7: Concetrato, coragioso, grintoso. Parte come alternativa a Florenzi e finisce per giocare un Europeo al di sopra delle aspettative, nonostante due prestazioni in chiaroscuro contro Belgio e Inghilterra. In questa Nazionale un posto per lui c’è assolutamente. Giocatore in crescita.

Florenzi s.v.: Il suo Europeo è durato di fatto solo 45 minuti, a causa di un infortunio al polpaccio che lo ha costretto a saltare quattro partite, prima di tornare a disposizione di Mancini per le partite contro Spagna e Inghilterra. Troppo poco per giudicarlo.

Emerson Palmieri 7: Sostituire Spinazzola in questo Europeo era un compito quasi proibitivo. L’esterno sinistro del Chelsea gioca comunque due ottime partite contro Spagna e Inghilterra, dimostrando personalità e forza fisica. Ottimo rincalzo.

Spinazzola 9.5: La nostra arma in più, fin quando è stato in campo. Un treno instancabile, capace di fornire assist in continuazione. Fa letteralmente la differenza con le sue accelerazioni sulla sinistra e le sue batterie inesauribili. L’unica avversario che non è riuscito a dribblare in questo Europeo è la sfortuna, ma è stato senza alcun dubbio il miglior terzino del torneo.

Toloi 7: Forse il ruolo di terzino destro nella difesa a 4 non gli calza a pennello, ma Mancini ha fatto affidamento sulla sua duttilità e sulla sua personalità ottenendo sempre buone risposte dal leader difensivo dell’Atalanta.

CENTROCAMPISTI

Jorginho esulta dopo aver realizzato il rigore decisivo contro la Spagna

Jorginho 9.5: Il “professore” del centrocampo. É stato l’equilibratore della Nazionale di Mancini, senza mai strafare e senza mai ostinarsi nel cercare a tutti i costi la giocata. Non arriva al 10 soltanto per via del rigore fallito in finale che ci ha fatto tremare per qualche secondo in più, ma il suo Europeo è da standing ovation. Chiude la stagione 2020-2021 con in bacheca una Champions League e un Europeo e sogna il pallone d’oro.

Verratti 8: Non si è presentato a questi Europei al 100% della condizione fisica e in alcuni momenti si è visto. La sua esperienza e la sua classe, però, sono state fondamentali nei momenti più delicati ed anche in finale ha dimostrato la sua assoluta qualità. Leader tecnico di questa squadra.

Barella 7: Il suo Europeo è iniziato molto bene, pian piano però il centrocampista nerazzurro ha iniziato a faticare, steccando un po’ proprio nelle partite più importanti. Ad ogni modo il suo gol contro il Belgio pesa come un macigno e il suo dinamismo ha dato una grossa mano agli Azzurri. Tutta esperienza in ottica mondiale.

Locatelli 8: Chiamato a giocare da titolare le prime due gare per via dell’assenza di Verratti, si è tolto la soddisfazione di segnare una doppietta contro la Svizzera e di dimostrare il suo valore. Mancini lo chiama spesso e volentieri in causa nella fase a eliminazione diretta e lui ha il merito di farsi trovare sempre pronto.

Pessina 8: Un’altra sorpresa della cavalcata azzurra. Escluso un po’ inaspettatamente dalla lista dei 26, ci si è ritrovato nuovamente dopo il forfait di Sensi. Due goal per lui, uno dei quali pesantissimo, e partite decisive giocate con la maturità di un veterano. Giocatore in rampa di lancio.

Cristante 7: Gregario apprezzatissimo da Mancini. Pedina utile e silenziosa degli Azzurri. In finale è entrato in campo nel momento più difficile del match e non ha affatto sfigurato, aggiungendo ordine e fisicità alla squadra.

Castrovilli s.v.: Come Sirigu, anche lui gioca solo lo scampolo di partita contro il Galles, sufficiente per permettergli di entrare nella lista degli azzurri scesi in campo in questo Europeo. Subentrato all’infortunato Pellegrini, si è ritrovato a far parte di un gruppo destinato ad entrare nella leggenda.

ATTACCANTI

Federico Chiesa bacia la coppa dopo una grande prestazione in finale contro l’Inghilterra

Belotti 6.5: Non ha trovato il gol (eccezion fatta per il pesantissimo rigore trasformato contro la Spagna), ma quando è stato chiamato in causa ha fatto a sportellate con i difensori avversari, aiutando i compagni a salire. Generoso.

Berardi 7: Lanciato titolare, preferito persino a Chiesa, non ha deluso. Anche quando è stato mandato in campo a partita in corso, ha sempre dato il suo contributo, prendendosi anche la responsabilità di aprire la serie dei rigori in finale.

Bernardeschi 7: Una sola partita da titolare, quella contro il Galles, dove dimostra di essere pimpante e sintonizzato. Riappare nei momenti più caldi della competizione e dimostra grande freddezza dal dischetto, trasformamdo due rigori pesantissimi contro Spagna e Inghilterra. Il torneo del riscatto per lui.

Chiesa 9.5: Gioca un Europeo fantastico. Nella fase a gironi resta in pachina, il Mancio gli preferisce Berardi. Si prende sulle spalle la Nazionale dagli ottavi in poi mostrando un feeling pazzesco con Wembley: i gol contro Austria e Spagna non ci si stanca mai di rivederli. Uno dei migliori anche in finale. L’anno alla Juventus lo ha fatto crescere tantissimo.

Immobile 6: Pronti, via e rifila due gol a Turchia e Svizzera, ma quando l’asticella si alza il bomber della Lazio sparisce letteralmente dal campo. Uomo in meno per gli Azzurri dai quarti di finale in poi. A questa Nazionale serve un altro centravanti o, forse, un altro Immobile.

Insigne 8: Anche lui non è riuscito a mostrare il meglio del suo repertorio, anche se contro Turchia e Belgio è riuscito a sfoggiare il suo marchio di fabbrica: «’o tir aggir». In semifinale e in finale non ha brillato, ma ha comunque dato il suo contributo con generosità e dedizione alla causa.

Raspadori s.v.: Gioca uno scampolo di partita con il Galles, poi soffre per i compagni in panchina o in tribuna. Per lui è già stata un’enorme soddisfazione entrare a far parte dei convocati.

COMMISSARIO TECNICO

Mancini 10 e lode: Alzi la mano chi, tre anni fa, immaginava di poter vivere una notte come quella di Wembley. Mancini ha raccolto i cocci di una squadra devastata dalla mancata qualificazione ai Mondiali e l’ha portata sul tetto d’Europa. E lo ha fatto giocando un calcio bellissimo: coraggioso, dominante, dinamico, verticale. Ha il grandissimo merito di essere riuscito a riaccendere l’entusiasmo di milioni di italiani per la Nazionale. Non si può fare altro che ringraziarlo.

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